• Marco

Dolomiti sotto le stelle


Erano anni che non stavamo così tanti mesi senza poter viaggiare, anche solo per un weekend lungo da qualche parte. Questi mesi di lockdown hanno portato tanti cambiamenti, viaggi cancellati e programmi modificati, ma la voglia di partire non è mai calata....anzi.


Quest'estate abbiamo deciso di modificare leggermente il nostro stile di viaggio. Non vogliamo prendere aerei per il rischio di vederselo cancellare a pochi giorni dalla partenza, l'On The Road sarà la nostra parola d'ordine. Per prepararci al lungo viaggio che intraprenderemo tra qualche settimana abbiamo deciso di visitare una delle mete più incredibile del nostro paese: le Dolomiti.

Sono anni che vogliamo fare questo viaggio, ma a causa di meteo avverso o altri programmi abbiamo sempre rimandato. Finalmente si è presentata l'occasione ideale. Anche se le previsioni meteo non sembravano essere troppo tranquillizzanti abbiamo deciso di prendere 5 giorni a cavallo del nostro anniversario (26 giugno) e dopo aver caricato la macchina con tenda, materassini, gavetta e fornellino da campo, intorno a mezzanotte siamo finalmente partiti!



GIORNO 1 - Pale di San Martino

Viaggiare in auto la notte ha diversi pro: in primis arrivi a destinazione la mattina, guadagnando almeno mezza giornata (cosa non banale visto che nel primo pomeriggio in montagna il tempo tende a peggiorare), in secondo luogo l'assenza di traffico... almeno in teoria! Da Livorno a Trento almeno un miliardo di camion e lavori, lavori e ancora lavori...

La nostra prima tappa sono le Pale di San Martino, il gruppo montuoso più esteso delle Dolomiti, con circa 240 km² di superficie, situate a cavallo tra Trentino orientale e Veneto. Arriviamo al Passo Rolle intorno alle 8.30 (abbiamo dormito qualche ora al Cantagallo). Non essendo mai stati nelle Dolomiti il paesaggio appena usciti dall'autostrada ci lascia già senza fiato. Lasciamo la macchina nel grande parcheggio gratuito all'inizio del percorso per la Baita Segantini. Le inidicazioni per la Baita non mancano, il percorso è lungo circa 3km ed è molto semplice. In circa 15/20 minuti si raggiunge il rifugio Capanna Cervino e si imbocca il trekking del Cristo Pensante.



In poco tempo si arriva al piccolo lago dove si riflette la Baita Segantini e le meravigliose Pale in tutto il loro splendore. Poco oltre la Baita si trova una piccola terrazza panoramica con delle sculture bronzee dedicate ad Alfredo Paluselli, poeta e alpinista, pioniere di queste Dolomiti.



Ci prepariamo un té e un caffè e continuiamo la bellissima strada che scollina verso la Val Venegia. Il paesaggio è meraviglioso, il silenzio è interrotto solo dal rombare di un ruscello formato dalla neve che si sta sciogliendo dagli angoli nascosti delle montagne. Le nuvole stanno aumentando e mentre passano nascondono le punte delle Pale e per noi è tempo di rimetterci in viaggio verso la Valle d'Ampezzo.


Dal Trentino arriviamo in Veneto, ci fermiamo a preparare il pranzo sul Lago di Alleghe, ai piedi del Monte Civetta, e prima che il diluvio ci travolga ci rimettiamo in macchina percorrendo le valli dilaniate nell'ottobre del 2018 dall'Uragano Vaia. Le ferite sono purtroppo ben visibili, intere valli disboscate dal vento, circa 1 milione e mezzo di secolari abeti sradicati dalle pendici dei monti. L'impatto naturale e scenico è drammatico.


Lago Sorapis

Dopo un riposino raggiungiamo Cortina d'Ampezzo, il sole è tornato e quindi decidiamo di incamminarci verso il Lago Sorapis. Intorno alle 19 lasciamo la macchina lungo la strada nei pressi del Passo Tre Croci, punto di partenza del sentiero n215 che ci porterà in circa 2h al Lago. Il sentiero è bellissimo, la prima metà molto semplice, in costante ma dolce salita. Si attraversano boschi, una lingua di ghiaccio che genera un ruscello e, mano a mano che si sale, il sentiero diventa più ripido ed esposto.



Alcuni tratti sono attrezzati con una fune metallica, ma il panorama da questo sentiero è incredibile. La vista si apre su tutta la valle, incorniciata dal Monte Cristallo, le Tre Cime di Lavaredo e la Croda dei Toni che svettano dalla foresta. Dopo circa 2h raggiungiamo il Lago e davanti a noi si apre uno spettacolo unico. L'ora del tramonto, l'assoluta assenza di persone e il colore così particolare di questo lago ci permettono di fare degli scatti unici. Dopo aver goduto di questo spettacolo montiamo il nostro bivacco per la notte.


Col nostro super fornellino prepariamo una buonissima vellutata ai porcini in busta e ci godiamo la pace di questo posto magico. Calato il buio la luna illumina gli appuntiti picchi del Gruppo del Sorapiss e piano piano vediamo sorgere la Via Lattea in tutto il suo splendore.


Sveglia di buon ora per smontare la tenda prima dell'arrivo dei primi turisti, colazione con vista e ci spostiamo verso il prato nel lato opposto del lago per goderci un po' di Sole.



GIORNO 2 - Tre Cime di Lavaredo

Il percorso di ritorno dal Lago Sorapis è faticoso quasi quanto la salita, sarà il caldo, sarà che ogni 2 metri ti devi fermare per far passare le comitive di turisti. Comunque in un paio d'ore arriviamo alla macchina e dopo una breve sosta al Lago di Misurina (niente di che), decidiamo di pranzare lungo le sponde del Lago d'Antorno. Le Tre Cime sono una delle mete più iconiche e famose di tutte le Dolomiti, raggiungerle è semplicissimo. La strada dal Lago di Misurina, infatti, ti permette di raggiungere direttamente il Rifugio Auronzo, dal quale parte un percorso quasi tutto pianeggiante che gira intorno alle Tre Cime e in un paio di piacevoli ore si arriva al rifugio Locatelli. Tuttavia, la strada è a pedaggio ed il costo è di 30€ per le auto e di 20€ per le moto, con un supplemento di 15€ per ogni giorno in più.

Il Lago d'Antorno è un'ottima base d'appoggio prima di intraprendere il trek verso le Tre Cime di Lavaredo, in quanto sono presenti due fonti d'acqua fresca dove ricaricare bottiglie e borracce. Dopo pranzo e dopo un riposino riorganizziamo gli zaini e l'attrezzatura. Decidiamo di lasciare la macchina nel piccolo parcheggio gratuito pochi metri prima del casello (nel tardo pomeriggio è facile trovare posto, altrimenti si può lasciare la macchina nel parcheggio del Lago, poche centinaia di metri prima), da dove parte il sentiero che in circa 1h40 ci porta al Rifugio Auronzo. Sono circa 3,5km per 500m di dislivello e l'ultimo tratto è abbastanza ripido e faticoso. Dal rifugio parte un bellissimo sentiero all'ombra delle Tre Cime con una meravigliosa vista su tutta la vallata e il paese di Auronzo di Cadore. In circa 20 minuti si raggiunge il Rifugo Lavaredo, da cui parte una salita per uno dei posti più scenografici delle Dolomiti: Forcella Lavaredo.


Siamo circa a 2500 metri quindi è tutto esposto, non ci sono alberi, ma solo pietraie e ghiacciai che raffreddano l'aria al suo passaggio. Sono circa le 20 quando alcune nuvole passano velocemente nascondendo le cime; continuiamo il percorso e dopo circa 2km di panorami mozzafiato siamo nei pressi del Rifugio Locatelli. Decidiamo di piazzare la tenda e goderci lo spettacolo: un'altra notte stellata ci aspetta!

La mattina ci godiamo la colazione con una vista incredibile prima di fare un giretto intorno al Rifugio Locatelli e ai Laghi Piatti. La giornata è calda e bellissima e la zona si sta affollando. Con calma riprendiamo gli zaini e percorriamo la strada del ritorno che in circa 4 ore di sole, vento e pioggia ci porterà alla nostra macchina.




GIORNO 3 - Lago di Braies

In poco meno di 1h raggiungiamo il Lago di Braies, facciamo una breve sosta al lago di Dobbiaco, ma il meteo non è troppo clemente. Arrivati intorno 18 alle aree di parcheggio del Lago di Braies lasciamo la macchina nel parcheggio sterrato sulla destra, a quest'ora e in questo periodo è abbastanza deserto e gratuito. Il Lago di Braies si trova a 1496m ed è di un meraviglioso color smeraldo; la passeggiata lungolago è scenografica e da ogni scorcio si apre una vista incredibile sulla foresta e la Croda del Becco che si riflette nelle calme acque del lago. I colori del tramonto stanno iniziando a tingere le nuvole e pare scontato dove ceneremo stasera...

Per stanotte lasciamo la tenda nello zaino e decidiamo di dormire in auto.


N.B.

La strada che conduce nella Valle di Braies dal 10/07/2020 al 10/09/2020 è aperta al traffico automobilistico fino a esaurimento dei parcheggi presenti nella valle. È possibile raggiungere il Lago di Braies a piedi o in bicicletta in qualsiasi momento, senza restrizioni. Quest’anno per il bus navetta che conduce fino al Lago di Braies (linee 439 e 442) è richiesta la prenotazione con pagamento anticipato. Se i posti sul bus navetta sono esauriti, non è possibile accedere al lago con la navetta. Per ulteriori informazioni www.braies.bz

GIORNO 4 - Brunico

Sveglia di buon ora per godersi il Lago senza l'orda di turisti che velocemente stanno riempiendo i parcheggi prima di continuare il nostro tour delle Dolomiti. In una mezz'oretta raggiungiamo il caratteristico borgo di Brunico, nel cuore della Val Pusteria. Lasciamo l'auto nel parcheggio gratuito della stazione ferroviaria e passeggiamo tra le viuzze del centro storico. Tra chiesette, negozietti e case in stile Alto Adesino rallentiamo il ritmo del nostro breve ma intenso viaggio. Siamo presto interrotti da un improvviso e violento temporale, tipico del clima montano. Ci rimettiamo alla guida e ci spostiamo verso Sud-Ovest, direzione Val di Funes.


Val di Funes

Questa meravigliosa valle offre dei panorami incredibili. Verdissimi pascoli e campi coltivati che vanno a sfumare nel verde scuro delle foreste ai piedi delle appuntite vette delle montagne del Parco Naturale Puez Odle. La nostra prima tappa è Santa Maddalena (o Magdalena), un paesino di 370 abitanti che sorge ai piedi del Ruefen ed è, insieme alla sua chiesetta, uno dei luoghi più fotografati e caratteristici di tutte le Dolomiti. Il famoso viewpoint si raggiunge solo a piedi poichè la zona è riservata ai residenti, dal centro di Santa Maddalena basta seguire la strada che porta verso le fattorie e la chiesa di Santa Maddalena Alta.

Poco dopo il paesino raggiungiamo un'altra icona delle Dolomiti, la chiesetta di San Giovanni in Ranui, ormai diventata un punto di riferimento fotografico, tanto che sono state create delle piattaforme da dove scattare le scenografiche fotografie.


Val Gardena - Monte Seceda

La giornata è ancora lunga e la nostra prossima tappa è la Val Gardena. In circa 40 minuti raggiungiamo Ortisei, ma proseguiamo verso Santa Cristina, dove prenderemo la funicolare verso il Col Raiser. Sono le 17 e siamo gli unici a salire, il costo della funicolare è di 15€ sola andata e 21€ andata e ritorno. Raggiunto il rifugio Col Raiser imbocchiamo il sentiero n4 che in circa 3 minuti ci porta al Rifugio Firenze, per gran parte del percorso siamo accompagnati da delle mucche curiose. Dal Rifugio Firenze prendiamo il sentiero 1 che lentamente inizia a salire, il paesaggio è già mozzafiato. Velocemente raggiungiamo il balcone panoramico Mastlè, costruito in occasione dell'inserimento delle Dolomiti nella lista del patrimonio mondiale da parte dell'UNESCO. Da questo balcone si gode di una vista meravigliosa su tutta la Val Gardena, dal massiccio del Sassolungo, alle Torri del Sella. Siamo soli, la luce è perfetta e finalmente decidiamo di "pranzare" (sono circa le 18.30).

Proseguiamo questo meraviglioso sentiero passando il Lago di Iman, dove da una sorgente ricarichiamo le borracce, fino a raggiungere il Rifugio Troier, a nostro avviso il rifugio più bello che abbiamo visto, una piccola oasi di legno intagliato, dove la pace dei sensi regna sovrana...e ci sono due simpaticissimi alpaca! Raggiungiamo la cima del Seceda poco prima delle 21, in tempo per goderci i colori del tramonto su questo incredibile monte. Il panorama è pazzesco. ed è giunto il momento di piazzare la tenda.

GIORNO 5

Purtroppo durante la notte sono arrivate le nuvole e la visibilità è praticamente nulla, niente stelle e tanto riposo. Le nuvole oscurano anche l'alba, ma lentamente le affilate punte del Seceda sembrano sfondare la coltre di nebbia per cercare la luce del Sole, è uno spettacolo.

Smontiamo il nostro bivacco e percorriamo il semplice sentiero per scendere a valle. In circa 3 ore siamo alla macchina per raggiungere Ortisei, il centro principale della Val Gardena.


Ortisei - Castelrotto

Questo borgo è famoso per la sua storia di artigiani e intagliatori del legno e camminando per le sue vie e piazze si respira una tranquilla aria montana. Dopo una passeggiata e un buon pranzetto siamo pronti per continuare il nostro viaggio. Prossima tappa: Castelrotto. Questo piccolo e grazioso borgo, porta di accesso per l'Alpe di Siusi, è stata una bella e casuale scoperta. In paesi in queste valli sono curati in maniera maniacale, è veramente piacevole passarci un po' di tempo per interrompere il ritmo frenetico di questi giorni.



Lago di Carezza

Ultima tappa del nostro percorso è il Lago di Carezza. Circumnavigando il Massiccio dello Sciliar si arriva al lago in circa 1h. Lasciamo la macchina nei pressi del paese di Carezza e in pochi minuti, raggiungiamo le sponde del lago. Qui la tempesta Vaia si è abbattuta con tutta la sua forza, intere foreste di abete rosso sono state abbattute e tutto intorno al lago si apre uno scenario post-apocalittico. Per fortuna il versante Sud è stato risparmiato e il panorama è comunque meraviglioso.

Le acque del lago sono tra le più limpide che abbiamo mai visto. In questo periodo il lago è al massimo della sua portata e nonostante la profondità di 17 metri, il fondale è perfettamente visibile. Il Massiccio del Latemar, che si riflette a specchio nelle acque, è un atollo di colonie di coralli, alghe e spugne formatosi 240 milioni di anni fa, che in cerca di luce e ossigeno continuarono a spingersi verso l'alto creando dei meravigliosi pinnacoli. Milioni di anni di attività vulcaniche ci hanno regalato questo meraviglioso massiccio calcareo.


Cosa ci è piaciuto di più? Il Lago di Sorapis e la Val Gardena


È stato faticoso? Sì, alcuni trekking se si vuole risparmiare e dormire in quota sono tosti ma ritrovarsi da soli, circondati da miliardi di stelle, è un'emozione impagabile ✨🏕️


È permesso il campeggio libero? Ovunque troverete cartelli che vietano il campeggio libero (si tratta di parchi nazionali). Quello che però non viene specificato (tranne che sul percorso per il Seceda) è che è consentito il bivacco alpinistico. Questo vuol dire che è consentito piantare la tenda dal tramonto all'alba senza problemi se si è in quota, perché ritenuta una situazione di emergenza. Ovviamente organizzatevi per portare via ogni vostro rifiuto!


Dove abbiamo scelto di dormire?

•Lago di Sorapis

•Tre Cime di Lavaredo

• Monte Seceda


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